L’origine del caffè affonda le proprie radici nel territorio del mito e delle leggende. Le storie che si raccontano intorno alla sua scoperta sono tante: si parla di pastori erranti, di visioni di profeti e di intuizioni di mercanti. Scegliete pure quella che preferite. Un tratto distintivo di tutti questi racconti è la loro collocazione geografica: il caffè proviene dall’Oriente e molti concordano sul fatto che sia originario della regione dello Yemen.
La prima diffusione del caffè in Occidente, invece, sarebbe da collocare nel XV secolo, quando la bevanda, già presente nei mercati di Damasco, de Il Cairo e di Istanbul, viene portata in Italia dai mercanti veneziani. Come sono andate a finire le cose possiamo immaginarlo.

Ci sono però 8 cose sul caffè che forse non conoscete e che vale la pena di approfondire prima di prenderne un altro durante la prossima pausa in ufficio:

Il paese dove si beve di meno

Sembra impossibile ma il paese in cui si consuma meno caffè è il Portorico, con una quantità media di 400 grammi pro capite. Il primato, invece, spetterebbe alla Svezia, con un consumo ad personam di ben 12 kg annui. In questa classifica l’Italia si posiziona dodicesima, con un consumo di 5,9 kg all’anno.

Può essere velenoso

Non allarmatevi, però: bisognerebbe berne dalle 80 alle 100 tazze in un tempo molto ravvicinato, un arco di circa 4 ore. Il nostro consiglio, ovviamente, è di non provarci. Ma se lo fate, fateci sapere com’è andata!

Ma può essere anche una medicina

Il caffè non contiene soltanto caffeina. Sarebbero almeno 1000 i composti chimici presenti al suo interno che potrebbero essere impiegati nella lotta contro le malattie cardiovascolari e l’insonnia. Una ricerca dell’Università di Lund in Svezia, inoltre, avrebbe rivelato che l’utilizzo del caffè riduce il rischio di cancro al seno nelle donne e il rischio di cancro alla prostata negli uomini. Quest’ultima osservazione è emersa da uno studio della Harvard School of Public Health svolto nel 2011. Infine, il caffè è un potente antidepressivo naturale. Quando si dice darsi la carica!

Perché si chiama così?

I primi a ricavare una bevanda dai chicchi di caffè furono i mercanti arabi di ritorno dai loro viaggi in Africa. Indicavano questa bevanda con il termine “qahwa”, che significa eccitante. Dall’arabo al turco la parola divenne Kahve, in cui possiamo già riconoscere la parola italiana caffè. Prima dell’introduzione di questo termine il caffè veniva chiamato “vino d’Arabia” perché a Istanbul veniva consumato in locali molto simili alle nostre taverne.

Non si beve solo

Sembra bizzarro, ma alcuni lo assumono tramite clistere come cura anticancro. Farebbe parte del metodo Gerson, brevettato negli Stati Uniti negli anni ’40. Qui trovate il parere dell’AIRC sulla sua efficacia.

sulo a Napule ‘o sanno fa’

La celebre canzone di Domenico Modugno, citata anche nella canzone don Raffae’ di Fabrizio De André, è fondata su luogo comune molto radicato. Ma il caffè a Napoli è davvero più buono? Se si usa la caffettiera napoletana sì. Possiamo definirla la prozia della moka, che l’ha gradualmente sostituita per la sua rapidità. Nella caffettiera napoletana, infatti, il filtraggio è più lento e l’aroma del caffè viene intaccato di meno dal contatto con l’acqua bollente. Sapete come funziona?

Il decaffeinato non esiste

‹‹Come?››, potreste dire adesso, ‹‹ne ho bevuto uno poco fa››. Esiste una sola varietà di caffè decaffeinata naturalmente, la Coffea charrieriana, che proviene dal Camerun. Tutte le altre varietà vengono decaffeinate artificialmente, ma il risultato non è perfetto. Possiamo dire che in una tazzina di decaffeinato, un decimo della bevanda corrisponde sempre a normale espresso.

Meglio berlo adesso

Se stai leggendo questo articolo tra le 9:30 e le 11:30 del mattino. Gli studi applicati di neuroscienza e crono-farmacologia, una disciplina che mette in relazione l’assunzione dei farmaci e il nostro orologio biologico, ne hanno dimostrato i benefici in questa fascia oraria. Prenderlo troppo tardi, si sa, non fa bene al sonno.

Un’ultima curiosità

Quante cose si celano dietro una tazza di caffè. Storia, scienza, tradizioni e sapori. Per questo motivo il caffè è diventato il simbolo della pausa in ufficio. Due cose che ci piacciono così tanto che ne abbiamo fatto il nostro mestiere. Con Giordanino, non scegliete solo una macchinetta del caffè, ma un’esperienza totale che parte dalla progettazione dell’intera area break. Uno spazio confortevole e personalizzato dove consumare i minuti più piacevoli della giornata e dove scoprire tanti nuovi segreti sulla bevanda più famosa e chiacchierata del mondo!

Vuoi scoprire altro sul nostro rapporto con il caffè? Scrivici!